La piaga del dick pic (e un modo sbagliato per risolverlo)

Mi sono imbattuto tramite il Cerbero Podcast, che mi pento di seguire da troppo poco tempo, in una coppia di streamer che hanno trovato un modo, a loro dire, efficace di contrastare una delle vere piaghe sociali o social: il dick pic. 

Mi sono davvero stupito di scoprire quante ragazze che conosco hanno subito la violenza di ricevere foto indesiderate. Che la loro vita sui social sia più o meno attiva, questa, che ricordo a tutti i ragazzi in lettura, è una vera molestia, è una cosa troppo diffusa e gravissima. 

Mi sono chiesto cosa spinga mandrie di depravati a riempire di foto, spesso anche imbarazzanti, sconosciute e non su Facebook, Instagram o qualsiasi altra piattaforma e non sono giunto a una spiegazione sensata. 

Scartata l’ipotesi del “corteggiamento” mal riuscito, che manco i macachi e la voglia di compiere un reato, mi son rimasti l’esibizionismo e la stupidità. 

Sulla seconda non si può fare granché, difficile spiegare a chi ti risponderebbe “eh va beh cosa ho fatto?” il perché rifilare un cazzo a chi non la desidera è da considerarsi una molestia. 

Potrebbe essere più semplice spiegarlo a un esibizionista, anche se, a quanto sembra, l’impossibilità di garantire una pena contribuisca a non fermare questo dilagare di dick pic nei direct. 

Al netto delle denunce legittime, ci son stati diversi modi creativi per contrastare questa pratica becera. 

Whitney Bell ci ha costruito una vera mostra, nata non solo per mettere in pubblico le foto ricevute, ma scaturita da una ricerca che l’ha portata a intervistare diversi uomini che le hanno confermato la più tragica delle ipotesi cioè che l’idea di chi manda una foto è proprio quella di obbligare qualcuno a vedere il proprio cazzo, esibizionismo misto a molestia. 

L’obbiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema può magari non aver convinto gli esibizionisti più puri, ma magari può aver innestato un tarlo in quelli più moderati. 

Coraggiosa e simpatica la ragazza che convinse su FB un molestatore di avere un possibile melanoma sul glande, su cui purtroppo non son riuscito a reperire gli screenshot, mannaggia! 

Ma veniamo al metodo peggiore che ho trovato su internet per contrastare questo vero dilagare di molestie. 

Una premessa: per me l’obbiettivo da raggiungere per chiunque voglia contrastare questo fenomeno non è quello di “blastare” chi ha scelto di fotografarsi a braghe calate, ma convincere la maggior parte di loro che dietro a questo gesto non c’è nessuna intenzione che possa essere considerata una giustificazione, nessuna attenuante. 

Le streamer che, se volete cercare ve le cercate, hanno scelto di portare il dick pic a un livello ancora superiore. Nella fattispecie chiedono volutamente, all’interno della rubrica “Dick Pick” ai loro follower di mandare delle foto del loro pene così da poterle commentare in diretta e farne una recensione. 

Non trovo nulla di sbagliato dietro questa idea goliardica. È un programma di intrattenimento e giustamente se due ragazze si vogliono divertire recensendo peni, ben venga! 

Non commento nemmeno la possibilità di pensare a una rubrica a parti invertite perché temo non avrebbe molto successo. 

Il problema risiede tutto nella motivazione che sembra aver spinto le due streamer a lanciare la rubrica ovvero quella di contrastare il fenomeno del dick pic. Come hanno raccontato nella live di qualche giorno fa, stufe del ricevere foto ogni giorno di cazzi han pensato bene di farne uno show in cui recensiscono le foto ricevute, magari anche sbeffeggiando quelle più ridicole, non solo in termini “artistici” ma direi anche fisici. 

Visto che esiste un’intera categoria di porno dedicati all’umiliazione direi che è evidente che questa scelta possa essere solo una bella idea per uno show ma che non muova un solo passo verso il contrastare il fenomeno del dick pic. 

Visto che come raccontato in svariati articoli è proprio l’esibizionismo l’aspetto che muove la maggior parte degli uomini a mandare foto indesiderate, il fatto che queste foto siano desiderate non aiuta a curare la cosa ma anzi la stuzzica. Ripeto, nulla di male a richiedere foto di cazzi in chat, ma spacciarla per battaglia proprio no. 

Sicure che aggiungere alla voglia di esibizionismo delle recensioni, a volte umilianti, a volte no possa combattere il fenomeno?

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