Porno per Bambini: un appello a chi polemizza

La mostra organizzata dalla Santeria Social Club di Milano è stata annullata a seguito non solo delle polemiche bipartisan uscite in questi giorni, ma a soprattutto a causa delle minacce di morte ricevute dall’artista e dagli organizzatori dell’evento. Una delle polemiche più stupide che abbia mai visto dai tempi del porno di Belen. Rivolgo quindi un appello a chi sta continuando a rimbalzarla: smettetela!

Questa volta siamo andati oltre il “nessuno pensa ai bambini!”, perché chi ha scatenato la polemica più succulenta degli ultimi due giorni i bambini li ha proprio tirati in mezzo. Non mi riferisco certo ai politici come Massimiliano Bastoni che ha annunciato: “Amore libero, immagini e disegni eloquenti, una mostra porno per bambini.- o Alessandro Morelli che si è sperticato in -Roba da depravati con problemi per di più in spazi del Comune. Sia subito tolta la concessione o Sala è d’accordo?”-. Loro non vedono l’ora di provare a far le scarpe a Sala, forse uno dei sindaci più apprezzati a Milano. Quale occasione migliore se non qualche pene qualche schizzo di gente che scopa per provarci.

No, mi riferisco alla “gente”, intesa ormai come massa decerebrata pronta a sbrodolare parole su Facebook quasi a comando, senza minimamente approfondire l’argomento, senza nemmeno capire di cosa si stia parlando. Il foraggio per i suddetti politici insomma. 

einstein porn

einstein che disegna

Riassumo qui quali sono stati i quattro cortocircuiti che hanno scatenato l’inutile polemica, i quattro motivi per cui dovreste piantarla di ragionare con la pancia (o peggio), e iniziare ad andare oltre la lettura di titoli in grassetto.  

  1. IL NOME DELLA MOSTRA Porno per Bambini è un nome forte, ovvio. Sulle prime può trarre in inganno, è vero. Ma è proprio questo il suo scopo! L’artista vuole proprio farvi esclamare “Coooosaaaa?! Ma il porno non va bene per i bambini! Cosa avrà voluto dire?” così da portarvi ad approfondire l’argomento e magari interessarvi al suo lavoro. Se invece vi fermate alla locandina, la pubblicate su FB scrivendo: “Questo schifo non dovrebbe essere su internet! BOIKOTT!”, allora siete stupidi. 
  1. IL SENSO DEL TITOLO Mettiamo caso vi sia sfuggito che Porno per Bambini è lo pseudonimo dell’artista, qual è il ragionamento che vi ha portato a pensare che all’interno della mostra ci fossero contenuti pedopornografici? Dato che la detenzione di materiale pedopornografico è da considerarsi reato, possibile non vi sia venuto in mente che dietro a questo titolo catchy forse si nascondeva qualcosa di diverso? Ma soprattutto visto che esiste internet e molte delle vignette dell’artista si trovano online, non vi è passato per l’anticamera del cervello di guardarle prima di commentare?
  1. ESATTAMENTE COSA VI TURBA? Dato per assodato che arrivati a questo punto dovreste aver capito che nella mostra non c’erano foto di bambini nudi, ne tanto meno porno dedicato ai bambini, cosa vi turba ancora? Il sesso? I peni disegnati a matita? Davvero stiamo finendo come gli inglesi sotto Cromwell? No perché a me il mio feed di Instagram piace così com’è! Immagino che ogni uomo e donna che si è sperticato nella lotta contro questa mostra si guardi bene dal guardare qualsiasi tipo di immagine osé. Si tappi occhi e orecchie quando in una commedia parte una scena di sesso e, soprattutto, che si riduca al coito solo per procreare, e senza troppa enfasi.
  1. NON CONFONDETE GUSTO E ARTE Per quanto un’opera d’arte possa farvi schifo, il suo valore non cambia in base al vostro gusto personale, anzi. Anche io non trovo particolarmente affascinanti i disegni di Porno per Bambini, così come non apprezzo molte forme di arte contemporanea eppure a nessuno fregherà mai un cazzo di cosa penso riguardo questa o quell’opera. 

Speravo che il mondo fuori dai social fosse migliore, ma sembra davvero che l’asticella sia sempre più bassa. 

Navigazione articoli