Mattarella-Savona: quello che non avete capito è Salvini

matteo salvini cappello

I recenti avvenimenti politici in Italia hanno scatenato una bagarre pazzesca tra il presidente Mattarella e i sostenitori di Savona tra le fila di Lega e 5 Stelle. Professore di diritto parlamentare e giudice costituzionale il primo, costituzionalisti laureati all’università della vita gli altri. Non voglio parlare di legge però, ma analizzare cronologicamente i fatti. 

Le mie conoscenze in fatto di leggi e costituzione vanno poco oltre i due esami di Diritto Ambientale che ho dato in università e quindi non sono la persona più adatta a scegliere quale sia l’interpretazione corretta dell’articolo 92 della Costituzione. Non lo sono io, ma nemmeno Toninelli che si è lanciato in un tweet suicida, postando la foto di un testo, sbagliando miseramente tanto la fonte quanto il contenuto. Tra un insulto a Mattarella e l’altro ho visto però perdere di vista il nocciolo di tutta la questione. Il classico dito che indica la Luna su cui gli stolti fissano lo sguardo dimenticandosi di guardare in alto. 

Nel nostro caso il dito è Savona mentre la Luna è il governo mancato. Non serve Alan Friedman per capire cosa diavolo sia successo, basta leggere 3-4 articoli e due interviste per arrivare all’unica conclusione ammessa per questa situazione.

Il governo non poteva e non voleva nascere, fin dall’inizio. A nulla serve il piagnisteo di Salvini che dice che su questo governo ha lavorato 3 settimane di fila, povero patatino, o il lamento di Di Maio che, arrabbiato, frigna “la Lega ci ha usati per tornare al voto”. 

Nessuna delle parti in causa voleva davvero governare e lo ha dimostrato fin dall’inizio. Ci siamo già dimenticati che proprio dopo la chiusura delle urne elettorali Lega e 5 Stelle si erano dichiarati pronti sì a governare, ma da soli. 

berlusconi fa le corna

A cosa è servito quindi il teatrino che ci ha portato a quasi 90 gg da quel 4 marzo a essere ancora senza governo?

Per capirlo ripercorriamo i fatti accaduti dal 4 marzo a oggi. 

  • 10 aprile: prime consultazioni da cui si esce con un nulla di fatto, ma era plausibile.
  • 23 aprile: il mandato esplorativo a Fico cerca una maggioranza tra 5S e PD, che naufraga ancora prima di essere varata. Salvini tuona: “Loro hanno perso, se provano a farli governare facciamo una passeggiata a Roma”
  • Nel frattempo Berlusconi (18 aprile) apre al Movimento per “togliere gli alibi” e giocare a carte scoperte, questo dà il via alle trattative per il contratto di governo. 
  • Il 18 maggio si arriva alla stesura del contratto di governo e all’incarico come PdC di GIuseppe Conte (23 maggio), sconosciuto ai più, che si prende sulle spalle il ruolo di passacarte di Di Maio e Salvini (questo non è strano no amici?)
  • Di colpo, nonostante gli avvertimenti di Mattarella, le forze (Salvini in primis) si incaponiscono sul nome di Savona, un economista 82enne famoso per le sue teorie per l’uscita dall’euro che ha deciso per stemperare la sua posizione di pubblicare un comunicato stampa su Scenari Economici, portale famoso proprio per essere un contenitore di notizie e proposte euroscettiche
  • salta tutto, fine dei giochi. 

Ancora vi sfugge cosa sia successo? Vi viene ancora difficile capire cosa abbia fatto cambiare idea a Salvini, tanto da farlo incaponire sul nome di Savona, arrivando allo scontro istituzionale con Mattarella e rifiutando ogni offerta di dialogo? Davvero non ci arrivate?

Ecco allora due fatti che, se inseriti all’interno della cronistoria qui sopra, fanno vedere tutto sotto una luce diversa:

Ci siete arrivati?

Poteva Salvini restare invischiato in un governicchio nel quale, nonostante la pseudo vittoria alle elezioni, sarebbe stato in minoranza a causa del 17% delle scorse elezioni? Ovviamente no. Mi spiace per il povero professor Savona che tornerà a essere dimenticato tanto dai leghisti quanto dai girllini (ricordate Rodotà?). È stato un capro espiatorio che ha consegnato le chiavi della prossima legislatura al Matteo con la barba e senza nei che può tranquillamente ripresentarsi al suo elettorato con la testa di Di Maio in una mano e le palle di Berlusconi condannato a fare da spalla nell’altra. 

Quindi piantatela di dare la colpa a Mattarella, Savona o non Savona il governo sarebbe saltato lo stesso appena il consenso della Lega avesse superato di buona lunghezza quello di FI avvicinando i 5 Stelle in caduta libera. 

Di Maio, sei stato perculato alla grande. Salvini si è dimostrato un fine stratega. Ci ha fregati tutti, vestendo il personaggio del “tombini di ghisa” alla Crozza ma rivelandosi sotto sotto un politico capace e non sapete quanto cazzo mi costi ammetterlo!

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