Molise e 5 Stelle: il voto di pancia è il primo ad abbandonarti

il molise non esiste

Sembra che la regione più bistrattata d’Italia, bersaglio di battute che ne mettono in dubbio perfino l’esistenza, tenga in pugno la situazione politica complessiva di tutta la penisola. Com’è possibile che 172.823 voti siano diventati la chiave di lettura di tutta la situazione politica italiana?

Oggi sono stati pubblicati i risultati delle elezioni per la presidenza del Molise che hanno visto trionfare la coalizione di centro destra con il 43,5% staccando di misura il Movimento 5 Stelle fermo al 38,5. Inutile il teatrino del “non vale loro erano in nove e comunque tutti partitini”, le coalizioni esistono e sono perfettamente legali.

A poco serve lamentarsi di essere il primo partito e non poter governare perché chi ha votato per il centro destra era cosciente dell’esistenza di un’alleanza pre-elettorale. È la democrazia, tanto cara al Movimento negli ultimi anni, e se il popolo (o metà) ha optato per Donato Toma bisogna analizzare il dato oggettivo anziché buttare tutto in vacca al suon di “siamo il primo partito” “gli altri son mafiosi” e “dovremmo governare noi ma non possiamo, Mattarella colluso!”.

candidati alle elezioni in molise

 

L’analisi dei dati che hanno visto passare i 5 stelle dal 44,8% al 31% in Molise (o 38,5 se non si guarda solo il voto di lista) unito ai commenti lasciati sul Blog a 5 Stelle da militanti riguardo le possibili alleanze, hanno avvalorato la mia ipotesi riguardo una buona fetta delle persone che hanno votato M5S alle scorse politiche: il voto di pancia è un’arma a doppio taglio.

Serve però una precisazione: non ritengo che chiunque voti 5 Stelle non abbia una visione politica ma che anzi metta le X sulle schede solo in base ai più bassi istinti animaleschi. Su 11mln di votanti, però, una fetta, anche significante, è rappresentata da chi ha votato per Di Maio sulla base delle promesse elettorali fatte in campagna elettorale, magari su uno specifico punto del programma, senza avere un vero attaccamento politico, senza avere un trascorso di militanza all’interno del partito e dei meetup.

Questi votanti sono proprio quelli che alla prima disavventura si voltano e se ne vanno, sbattendo la porta. Sono quelli che, se rappresentano una buona fetta, possono fare vincere o perdere un’elezione. Non ci si può nascondere dietro una foglia di Fico (mai proverbio fu più azzeccato oggi), se meno di un mese fa in Molise il movimento superava abbondantemente il 40% e ora è lontano quasi 6-7 punti percentuali qualcosa deve essere successo.

Che cosa è chiaro a tutti, anche se i vertici del movimento cercano ancora di dare la colpa al PD, e traspare dai commenti che si possono trovare sul Blog delle Stelle. Facendo una statistica spicciola si vede come ogni 4-5 commenti uno mette in seria discussione il suo voto per la forza politica che ha vinto le elezioni dello scorso marzo. Questo è il voto di pancia, quello che si perde tanto facilmente quanto lo si è conquistato a suon di promesse elettorali spesso palesemente irrealizzabili.

Se il Movimento 5 Stelle vuole crescere e consolidare il suo elettorato, sperando di vincere le elezioni in maniera chiara e netta, deve lasciare da parte la continua ricerca del populismo e cominciare a prendere una strada netta e chiara che lo porti a diventare una vera forza di governo.   Deve abbandonare la strategia che vede cambiare idea ogni volta che serve, spesso anche riguardo temi importantissimi, sperando che nessuno se ne accorga. Solo così potranno raggiungere la credibilità che serve per conquistare un elettorato che possa diventare duraturo e sempre più fedele agli ideali messi in campo.

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