Non accetto la morale da Selvaggia Lucarelli

Riguardo la vicenda della morte di Beatrice a Torino, che sul diario scriveva di sentirsi troppo grassa, in internet si è visto di tutto, odio, violenza ma anche morale un tanto al chilo, come nel caso di Selvaggia Lucarelli.

La tragica morte di Beatrice a Torino ha purtroppo avuto risvolti peggiori del previsto. Al disagio di una 15enne, che è arrivato a spingerla sotto un treno a Porta Susa, è seguito uno strascico di odio assurdo. Si è arrivati addirittura alla chiusura della pagina Giente Honesta, nella quale non son state lesinate battute tremende sulla ragazza e il suo aspetto fisico.

Non è però di questo che voglio occuparmi, ma dei personaggi pubblici che a tutti i costi vogliono fare la morale al mondo.

Selvaggia Lucarelli è da tempo, e giustamente, schierata contro il cyberbullismo. Celebre la sua campagna contro Sesso Droga e Pastorizia che è diventata peggio della Guerra dei Cent’anni ma, secondo me, sulla vicenda di Torino ha dato il meglio di lei.

Questo il suo post d’addio a Beatrice:

 

selvaggia lucarelli addio beatrice torino

Trovo sia tutto condivisibile e sono sinceramente dispiaciuto che anche a Selvaggia Lucarelli sia toccata la gogna pubblica dell’essere presa in giro per la propria forma fisica. Ci son passato anche io e non oso immaginare cosa possa passare nella testa di una persona più sensibile e delicata di uno come me che è riuscito a fare passare tutto col tempo a suon di risate e vita vissuta (tra l’altro son rimasto pure grasso a differenza della Lucarelli che sfoggia un fisico decisamente migliore del mio).

Quello che mi lascia perplesso è leggere che una vicenda come quella accaduta alla povera Selvaggia l’abbia segnata indelebilmente, dice:

“erano solo un paio di pantaloncini […] Però la vicenda fu il mio pensiero fisso per mesi” e continua con “la ferita sanguinò per lungo tempo”.

Ammiro anche il coraggio di mettere nero su bianco una vicenda così personale e intima. Immagino però che una cosa del genere debba inevitabilmente cambiare una persona renderla più umana e sensibile rispetto ai problemi altrui invece no.

Basta andare indietro di due anni. Era il 2016 e la Lucarelli da Santoro nella sua ultima trasmissione “Italia” dichiarava:

“sei anni fa, nel condividere quel video – ed è una colpa che sento di portarmi dietro – ho capito che stavo facendo una violenza a Belen”.

“Venivamo dai video di Paris Hilton e Kim Kardashian – aggiunge – sembrava tutto un gioco e non si capiva il confine tra la complicità di chi si faceva filmare o si filmava e la popolarità”. Mentre oggi, “che sono più esposta alla notorietà, mi rendo conto di quanto feriscano i commenti e i giudizi di chi ti piomba addosso tutti i giorni”.

Ma come? Solo nel 2016 si è resa conto di come feriscano i giudizi altrui? E la ferita sanguinante? Erano solo pantaloncini…

Ecco perché da Selvaggia Lucarelli non voglio accettare nessuna morale. Non riesco a leggere un post del genere come un sincero addio a una povera persona in difficoltà. Ci vedo solo l’ennesima morale un tanto al chilo che strappa lacrime e acchiappa click.

Come disse proprio lei a un musicista dell’orchestra di Salerno che aveva scritto un commento terribile sulla vicenda di Tiziana Cantone:

“Intanto sperimenterai due cose: a) sul web tutto resta. Specie quando si tengono le bacheche aperte come la tua B) quello che scrivi qui ha delle conseguenze.”

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