Aborto: 40 anni indietro con un solo manifesto

È apparso oggi un giga manifesto, di 7 per 11 metri, che si schiera pesantemente contro l’interruzione volontaria di gravidanza, l’aborto insomma. Lo fa non spiegando quali possano essere le conseguenze, ma semplicemente dando delle assassine alle donne che hanno fatto uso di questa pratica.

 

manifesto aborto provita

Scrivere su un manifesto “Sei qui perché tua madre non ti ha abortito” non è sensibilizzare, è colpevolizzare. Significa fare tabula rasa di quali possano essere le ragioni che spingono una futura madre a mettere a repentaglio la sua salute fisica e mentale intraprendendo la strada, tutta in salita, verso l’IGV.

Si passa sopra anche alla volontà popolare che nel 1978 votò, non come si legge in giro, A FAVORE DELL’ABORTO, bensì a favore della libertà per una donna di decidere a riguardo. La differenza sembra sottile, ma c’è. Ammettere che ci possano essere circostanze che giustifichino un’interruzione di gravidanza non significa ritenere l’aborto un metodo anticoncezionale, anche se nei commenti della pagina della pagina di ProVita Onlus la cosa non sembra essere chiara.

 

commento aborto sesso

Perché si sa, se una donna resta in cinta è stupida o magari troia. Ben fatto società moderna!

Anche i commenti della stessa associazione lasciano un po’ perplessi. Tralasciando le inesattezze insite già nel manifesto, trattate ampiamente su Giornalettismo, si possono trovare perle di rara accuratezza scientifica come quella che vedrebbe i rischi dell’aborto clandestino e legale equipararsi, con tanto di un richiamo al cancro al seno, senza evidenti prove scientifiche (qui una raccolta di studi un po’ a caso un po’ no.

commento aborto illegale

A nulla servono i commenti di chi fa notare che forse limitare la libertà di un’altra persona non può essere la soluzione giusta, magari lo era nel 1000d.C. A chi fa notare che se un feto presenta evidenti anomalie genetiche che potrebbero fare soffrire il bambino per tutta la vita, subendo operazioni continue e magari finendo i suoi giorni a meno di 30 anni invece viene risposto così:

Basta amarli insomma i bambini e al massimo non farli o assumere 400 grammi (!) di acido folico al giorno.

acido folico

L’intento dell’associazione non era certo quello di giudicare, ma di sensibilizzare. Peccato che dare dell’assassino a qualcuno, a quanto mi risulti, sembra si possa considerare un giudizio.

 

Non sembrano, sulle prime, farne una questione religiosa, ma la vicinanza con i temi del Popolo della Famiglia mi ha insospettito. Ecco quindi la missione che si può trovare sul sito, giù il velo!

ProVita è un’associazione Onlus che opera in difesa dei bambini, della vita dal concepimento alla morte naturale, che sostiene la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna e che difende il diritto dei genitori a educare i propri figli.”

Se non bastasse ecco che scorrendo la pagina ci sono un paio di chicche ancora più chiare sulle idee messe in campo dall’associazione.

 

Come sempre, anche su temi di questa portata, ritengo che la libertà dell’individuo non debba mai essere messa in discussione, tanto meno nascondendosi dietro a ideologie di qualsiasi tipo. Nessuno può arrogarsi il diritto di uccidere un feto? Va bene, ma nemmeno arrogarsi il diritto di imporre a una donna di portare avanti una gravidanza qualunque ne sia stata la causa.

Inoltre non credo sia una buona idea tornare indietro di 40 anni su una lotta che ancora non è conclusa a causa di medici obiettori di coscienza che legittimano ancora, così facendo, l’esistenza degli aborti clandestini.

Concludo con il testo della legge sull’aborto che è quanto di più condivisibile si possa pensare riguardo a questo tema:

Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio.

L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite.

Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che l’aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.

 

Mi ero ripromesso di affrontare un tema pesante e poi un tema leggero, ma questa non potevo farmela sfuggire.

PS: non si può essere contro all’aborto e nello stesso momento contro i contraccettivi, dai!

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