Paragone guarda che i tweet non vanno in prescrizione!

Mi sono ripromesso di non parlare di politica e quindi non lo farò. Certo, Paragone ora è un senatore, ma cercherò di non addentrarmi nel merito politico della vicenda.

Qualche ora fa, a suon di hashtag #veritonti, il buon Gianluigi si è messo a sbeffeggiare chi nei giorni successivi alla sua elezione ha riciclato un suo vecchio tweet del 2013 in cui esultava per il risultato negativo delle università italiane che persero in quell’anno 50k iscritti.

Quello su cui vorrei polemizzare non è l’argomento in se. Esultare perché studenti sufficienti a riempire una cittadina abbiano deciso di non iscriversi all’università, può non essere una gran mossa, però può avere senso.

Si potrebbe, per esempio, convenire sul fatto che, sempre più spesso, la laurea nel mondo del lavoro attuale non abbia più il valore di qualche decennio fa. Questo non è certo colpa della laurea  in quanto tale ma delle mutate condizioni del lavoro, soprattutto in Italia.

 

gianluigi paragone, twitter

 

Il punto è un altro. Possibile che un neoeletto del partito che ha fatto della rete un mantra, che ha ripetuto allo sfinimento “LA RETE NON DIMENTICA!”, un giornalista e conduttore di talk show politici, a una critica di un tweet di 5 anni fa su uno dei temi più importanti in uno stato come l’istruzione, risponda non nel merito ma con un GNE GNE il post è vecchio #veritonti?

Non sarebbe il caso invece di rettificare, oppure confermare la cosa? Ora è il momento di mettersi a sedere in Senato e, magari, riformare proprio il sistema dell’istruzione criticato cinque anni prima, invece no #veritonti come se i tweet avessero una data di scadenza dopo la quale non sono più validi. In rete le cose restano, per tutti però!

Pensavo che con la chiusura della campagna elettorale, da tutte le parti si cominciasse a lavorare piuttosto che continuare a spararsi secchiate di letame a suon di fake news, critiche ai curricula, foto con facce buffe e robaccia simile.

 

Mi sbagliavo.

Navigazione articoli