Baby pensioni: inutile prendersela con i pensionati

Si sentono ancora echeggiare i cori “VERGOGNA!”, l’indignazione è montata in un attimo appena la notizia è circolata sui giornali. Tutti pronti a puntare il dito contro le baby pensioni ma, come sempre più spesso accade sul web, nella direzione sbagliata.

È di oggi la notizia della donna di 64 anni che ha battuto ogni record ritirandosi in pensione alla soglia dei 30 con 14 anni 6 mesi e un giorno di contributi versati, con il 94% dello stipendio accreditato sul suo conto in banca che in quasi 35 anni le è valso un bel gruzzoletto da quasi 200.000 euro.

Poteva da questa notizia scaturire una discussione sensata nel web? Ovviamente no.

In meno di 24 ore ne ho lette di tutti i colori. Si partire dal titolo del Corriere con un bel “ha mollato il lavoro a 29 anni”, per proseguire con un più generico “Nel suo paese a Pozzuolo, sono in parecchi a non vedere la cosa di buon occhio”. Ho visto gente su FB chiedere che la signora venga obbligata a versare un contributo di solidarietà, altri additarla come causa che ha portato alla necessità di una legge come la Fornero.

Mi spiace spegnere la vostra indignazione un tanto al chilo, ma la signora non ha “mollato” il lavoro bensì è andata in pensione usufruendo di un decreto legge del 1973, il tanto discusso Dpr Rumor che istituì le baby pensioni che ancora oggi ci costano lo 0,4% del PIL.

Mi spiace che a Pozzuolo la “gente” non veda di buon occhio la cosa ma se esiste una legge questa viene applicata, dura lex sed lex (anche se tanto dura questa non è). Inutile incazzarsi con la 64enne pensionata: aveva tutto il diritto di andare in pensione, diritto non condivisibile, ma sancito da una legge dello Stato.

 

inps busta arancione

Obbligare la signora a versare un contributo di solidarietà poi è un’assurdità perché la sua pensione, giusta o ingiusta che sia ai nostri occhi, non l’ha rubata, non ha evaso nulla. Si finisce per dipingere una sconosciuta come una sorta di Mr Scrooge che impila monetine in mazzi da dieci, ma per quanto ne sappiamo potrebbe essere la persona più generosa del mondo. Indignazione ne abbiamo? Anche troppa.

I baby pensionati non sono la causa della legge Fornero, sono il risultato della completa mancanza di senso civico che aleggia da sempre tra noi italiani, che puntiamo il dito contro la cattivona che ha mollato il lavoro a 29 anni, ma votiamo ancora seguendo la promessa migliore senza preoccuparci se questa sia giusta solo per noi o per tutti. Quasi nessuno si preoccupa di come una scelta potrà in futuro ricadere sulle generazioni che verranno. Facile nascondersi dietro il velo della crisi economica che, per forza di cose, spinge a coltivare sempre di più il proprio orticello lasciando ai posteri i cazzi loro da ricostruire.

Prima di pensare a quale sia la forza politica migliore da votare sarebbe meglio ricominciare a pensare come una comunità, migliorare noi per primi, pensare anche agli altri, partendo dalle piccole cose, non è un’utopia, ce la possiamo fare.

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